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[ Monday, 03 August 2009 alle 16:56 ]
Scendo le scale di corsa , prendo le chiavi dello scouter e il casco, anche se davvero oggi tutti i Palermitani avrebbero diritto a una deroga: il termometro della farmacia di fronte casa segna 40 gradi.
Accelero e parto, il mio è un motorino grigio, “scassato” e vecchio già di tre anni ma ci sono affezionata e “l’importante è che cammini”.
In più a Palermo è necessario: in estate per il caldo, in inverno perché il traffico è tanto intenso e le macchine così appiccicate che hai anche tempo e modo di fare amicizia con il tuo compagno di sventura nella macchina accanto. Il semaforo è giallo ma ovviamente un attimo prima che io passi…tac…diventa rosso. Un ragazzo accanto a me decide di passare comunque ha solo un po’ di imprudenza in più di me, la consapevolezza che i vigili non siano nei paraggi ce l’abbiamo tutti e due.
Un SH identico al mio ma decisamente più nuovo si ferma accanto a me. Il tipo che lo guida con il cellulare in mano gira continuamente l’acceleratore senza mai partire, forse per impazienza o forse solo per fare un po’ di “brodo” con il suo motorino nuovo e modificato.
Finalmente si accende la luce rossa del semaforo pedonale e ancora prima che scatti il verde tutti partono.
Motorini davanti, automobili dietro: è una legge non scritta.
Entro nella “Discesa di Mondello”, alias “V.le Regina Margherita di Savoia”, e gli alberi secolari al lati della strada mi danno un po’ di sollievo. Come ogni volta guardo il cartello che mi avverte della presenza di un autovelox fantasma e del limite di velocità di 50 km/h: anni che tutti lo superano e mai una multa…ma questa è Palermo.
Alla fine del Viale si entra finalmente a Mondello. Sono le otto e il sole almeno per oggi ha deciso di darci tregua. Percorro le strade poco trafficate: la gente è già a casa. Parcheggio il motorino sul marciapiede e metto la catena anche se, come i miei amici mi ricordano sempre, “Ma chi se lo deve pigliare?!”.
I ragazzi sono ovviamente in ritardo e a dire la verità io sono in anticipo di cinque minuti. Mi siedo su una panchina e guardo la spiaggia semivuota: i più sono già a casa ma pochi irriducibili resistono ...
